martedì 17 gennaio 2012

La musica a corte (u.28)

La musica di corte nel rinascimento



Introduzione storica
Tra il '300 e il '400 importanti avvenimenti politici e culturali cambiarono il volto dell'Europa. E' proprio in questo periodo che si afferma infatti la cultura Umanista, che non pone più Dio al centro dell'universo ma l'uomo. Tutto questo fenomeno portò ad una rinascita culturale e sociale della civiltà cittadina che si evidenziò soprattutto tra la fine del '400 e nel '500; questo periodo prende il nome di Rinascimento.
La musica di corte
Nel Rinascimento la musica profana non solo ebbe piena dignità d'arte, ma acquistò un significato spirituale. Ma la musica profana fu soprattutto musica di corte, legata ad una nuova aristocrazia ricca e colta; fu in questo periodo che si sviluppò la figura del mecenate, ovvero colui che si circonda di artisti e li mantiene in cambio della loro presenza e dei loro servigi. Per tutto il Rinascimento le corti italiane furono il centro della vita musicale europea e il punto d'incontro per tutti i musicisti d'Europa,che allietavano con le loro composizioni, tutti i momenti salienti: feste banchetti, ricevimenti ,ecc…..


Gli strumenti musicali nel Rinascimento
Nel Rinascimento si è visto principalmente un notevole sviluppo della musica vocale, ma anche l'evoluzione di certi strumenti utilizzati nel medioevo; è infatti in questo periodo che strumenti sia a corda che a fiato si perfezionano e vanno a formare varie famiglie, nelle quali lo strumento è presente in varie dimensioni e timbri. Nel Rinascimento la scelta degli strumenti necessari all'esecuzione di un brano non era fatta in precedenza ma al momento dell'esecuzione,in base al luogo, al numero dei musicisti e agli strumenti a disposizione. Gli strumenti erano suddivisi in 3 classi: strumenti a fiato, a corda e a tastiera.  


Strumenti a fiato
Bassanello: strumento a fiato con canneggio cilindrico, ad ancia
doppia con 6 fori e una chiave (usato nel '500). 





Bombarda: strumento ligneo a fiato usato principalmente durante il periodo rinascimentale. Ha in genere 7 fori, l'ultimo dei quali è chiuso da una chiave, un corpo sottile e una forma concava.

Cornamusa: è costituito da una sacca di pelle di pecora alla quale una canna corta o un soffietto per l'insufflazione dell'aria e una o più canne sonore, ad ancia semplice o doppia. Uno dei tubi è munito di fori digitali e serve per eseguire la melodia; gli altri fungono da accompagnamento o bordone.

Cornetto: era costituito da un tubo di legno o avorio leggermente ricurvo, ricoperto di pelle o di pergamena, terminami con un'apertura a sezione ottagonale; erano presenti 6 fori e un bocchino separato.

Cromorno: strumento a fiato a forma ricurva, ad ancia incapsulata, con canna cilindrica e 6 o 7 fori.

Dulciana: detta anche dolciana è uno strumento di origine rinascimentale ad ancia doppia, antecedente al moderno fagotto.


Flauto dolce: è costituito in legno con imboccatura a becco. Una caratteristica
dei flauti molto grandi è la presenza di leve terminanti in un tampone di cuoio,
che hanno la funzione di otturare i fori lontani. Questo primo tipo di chiave era
detta 'aperta' per distinguerla da un altro tipo di chiave più recente detta 'chiusa'.



Flauto traverso: era di legno ed aveva una forma cilindrica ed era suddiviso
in quattro taglie che formavano una famiglia.

Racket: era formato da un cilindro di legno o avorio rivestito e forato internamente
da 9 o 10 canali paralleli, comunicanti con il primo canale. Il cannello e una parte
dell'ancia scompaiono all'interno di un pezzo d'avorio che serve come protezione;
10 o 13 fori esterni per le dita erano posti in corrispondenza dei canali interni.

Schryari: lo si può definire come una sorta di rudimentale fagotto.

Sordone: è ricavato da un unico pezzo di legno ed è munito di un foro laterale che gli serve da padiglione.
Trombone: è formato da due tubi rettilinei e paralleli, uniti fra loro alla
base da un altro tubo, quest'ultimo ripiegato e capace di scorrere sui primi
due. La coulisse e i tubi rettilinei formano infatti un tubo unico la cui
lunghezza può variare.


Strumenti a corda
Arpa: durante il Rinascimento, l'arpa, sul continente rimane diatonica, distinguendosi
così dalla piccole arpa gallese, che era cromatica già dal medioevo; nel XVI secolo si
arricchisce di numerose corde.


Cetra: strumento a corde pizzicate, formato da un fondo piatto e un manico allungato con corde metalliche doppie che avevano la caratteristica di essere legate nella parte inferiore non su una barra fissata alla tavola, ma sulla fascia inferiore.

Chitarra: diffusa nel XVI secolo con 4 corde, si arricchisce più tardi di
un'ulteriore corda.

Giga: strumento di origine medioevale a 3 o 4 corde; nel XVI secolo la giga si suddividerà in 4 strumenti di diverso registro: soprano, contralto, tenore e basso.

Lira da braccio: la lira da braccio aveva conservato la cavigliera
diritta dell'antica viella; essa era a forma di cuore ed era forata dai
piroli. La lira da braccio possedeva 5 corde di cui le due più gravi erano poste al di fuori dal manico e fungevano da bordoni.


Liuto: il liuto propriamente detto possiede una cassa a forma di mezza pera prolungatesi in un manico che termina con una cavigliera ad angolo retto. In origine il liuto possedeva 4 corde semplici e accordate per una successione di una quarta, una terza e ancora una quarta.
Verso il 1350 ogni corda verrà raddoppiata per rinforzare la sonorità. Nel 1400 circa
verrà introdotta una quinta corda, semplice; più tardi, nel 1500 verrà effettuata
l'ultima modifica, consistente nell'aggiunta di una sesta corda doppia.

Ribeca: generalmente ha 3 corde ed una forme molto simile al rabab arabo. Veniva suonata con un arco molto corto e a forma di vero arco.

Tromba marina: intorno al 1500 adotterà il pirolo laterale in luogo di quello frontale; nei decenni successivi, esso sarà dotato di un ponticello sempre più asimmetrico in luogo a quello di piedi uguali.

Vihuela: è uno strumento a corde pizzicate simile a una chitarra. Veniva suonato con un plettro, con un arco o anche con le dita. A partire dal XVI secolo verrà dotata di 5 corde doppie e una corda semplice con la stessa accordatura.
Viola (da braccio o da gamba): deriva dalla piccola viella e adotterà degli incavi a
semicerchio che sembra la dividano in due, e la cavigliera piegata all'indietro. La tavola
e il fondo sono leggermente convessi e circondati da filetti intarsiati lungo i fianchi;
la parte superiore della cassa è arrotondata e non a punta e le estremità degli incavi
semicircolari si prolungano a forma di becco. La viella da braccio possedeva 4 corde
mentre quella da braccio ne aveva 6 o 7.

Strumenti a tastiera
Clavicembalo: strumento a tastiera a corde pizzicate, con una cassa armonica a forma di arpa disposta orizzontalmente. Il suono è prodotto da un salterello munito di un becco di penna di corvo o di cuoio indurito che, azionato da un tasto, pizzicale corde tese sopra la cassa armonica.

Clavicordo: è costituito solitamente da una cassa armonica rettangolare, di limitate dimensioni, all'interno della quale sono tese le corde; il suono si ottiene percuotendo le corde con le lamine di ottone azionate dai tasti.

Organo: il suo complesso di canne era racchiuso in una cassa si legno posta sulla stessa tribuna e alle spalle dell'organista. Verso la fine del XV secolo vennero introdotte delle canne chiuse, della canne a forma conica capovolte, ed infine dei registri ad ancia.

Regale: tipo di organo portativi di dimensioni ridotte e formato di soli registri ad ancia. L'immagazzinamento e l'espulsione dell'aria verso le ance avviene per mezzo di due mantici sollevati e abbassati alternativamente da un aiutante che si trova di fronte all'esecutore.

Spinetta: varietà di clavicembalo di dimensioni ridotte, con un solo manuale, e
disponeva di un'unica corda per ogni tasto e, priva di gambe, veniva appoggiata
sopra un mobile.


Virginale: strumento affine alla spinetta e quindi al clavicembalo.
Strutturalmente si differenzia dalla spinetta per la cassa rettangolare, per
la disposizione della tastiera e delle corde, leggermente oblique.

Giovanni Pierluigi da Palestrina

Giovanni Pierluigi da Palestrina (tra febbraio 1525 e 1526? – Roma, 2 febbraio 1594) è stato un compositore e cantore italiano del Rinascimento.
Biografia
Giovanni Pierluigi o, come si firmava nelle sue lettere, Giovanni Petraloysio, nacque presumibilmente a Palestrina, l'antica Praeneste nei pressi di Roma. La data di nascita del compositore, uno dei massimi protagonisti dell'arte musicale europea, è stata proposta principalmente sulla base di un elogio che scrisse un giovane contemporaneo, Melchiorre Major, in cui affermò che al momento della morte Palestrina aveva 68 anni.
Palestrina svolse quasi tutta la sua vita musicale a Roma. Un documento del 1537 riporta il nome di «Joannem da Palestrina» tra i putti della basilica di Santa Maria Maggiore, dove probabilmente studiò con i maestri allora in carica, un certo Robert e i francesi Robin Mallapert e Firmin Lebel.
Ebbe il suo primo incarico come organista della cattedrale di S. Agapito a Palestrina nel 1544, che comprendeva anche l'insegnamento del canto ai canonici e ai bambini cantori.
Il 12 giugno 1547 si sposò con Lucrezia Gori, da cui avrà i figli Rodolfo (1549–1572), Angelo (1551–1575) e Iginio (1558–1610).






Nel 1551 fu nominato magister cantorum in Cappella Giulia, succedendo a Mallapert, e dal 1553 magister cappellae.
Nel 1554 Palestrina pubblicò il suo primo libro di messe, dedicato al papa Giulio III e il 13 gennaio 1555 fu ammesso dal pontefice tra i cantori della cappella papale, senza chiedere il consenso ai cantori stessi, che al contrario erano particolarmente gelosi del loro privilegio. Giulio III morirà pochi mesi dopo, e il suo successore, Marcello Cervini, avrà un regno brevissimo.
Il nuovo papa Paolo IV, a settembre del 1555 costrinse alle dimissioni tutti i cantori sposati, tra cui Palestrina, concedendo però loro una pensione. Il mese successivo Palestrina fu assunto come maestro di cappella a San Giovanni in Laterano; lascerà quel posto nel 1560, portando via con sé anche il figlio Rodolfo che era cantorino del coro. Dal marzo 1561, trovò un nuovo impiego presso la Basilica di Santa Maria Maggiore.
Risale forse a questo periodo la composizione della famosa Missa Papae Marcelli, la cui importanza è legata alle riforme del Concilio di Trento.
Palestrina divenne intanto maestro del nuovo Seminario Romano nel 1566, riuscendo nel contempo a prestare servizio anche per il Cardinale Ippolito II d’Este (1 agosto 1567 - marzo 1571).
La sua fama di compositore, già largamente attestata dai contemporanei, gli procurò offerte di lavoro dall'aristocrazia sia italiana che straniera, alcune delle quali rifiutate; il duca Guglielmo Gonzaga fu tra i più grandi ammiratori e finanziatori di Palestrina, almeno dal 1568 sino 1587, anno in cui il duca morì.
Nell'aprile del 1571, alla morte di Giovanni Animuccia, tornò come maestro in Cappella Giulia, mantenendo quel posto sino alla morte.
Nel 1580 morì la moglie Lucrezia; Palestrina inizialmente chiese e ottenne di prendere la tonsura, ma pochi mesi dopo sposò invece una ricca vedova romana, Virginia Dormoli.
Giovanni Pierluigi da Palestrina morì il 2 febbraio 1594 e venne inumato nella Basilica di San Pietro; ai suoi solenni funerali parteciparono anche molti famosi musicisti del tempo.
Alcune considerazioni    
Palestrina fu stimatissimo mentre era ancora in vita e la sua fama si mantenne inalterata nella memoria postuma, sino ai giorni nostri.
Compositore eccezionale, capostipite e maestro insuperato della polifonia vocale che ebbe a Roma il suo centro di irradiazione, fu anche un uomo dotato di grande senso pratico; grazie a una serie di scelte oculate e opportune, operate in momenti difficili della sua vita, condusse un'esistenza agiata.
Dotato di straordinario talento e fecondità di scrittura, fu autore di musica prevalentemente sacra (comprendendo praticamente quasi tutti i generi: messe, mottetti, lamentazioni, magnificat etc.), ma scrisse anche composizioni profane, come canzonette e madrigali.
Palestrina è ancora oggi tra gli autori più eseguiti nelle sedi concertistiche di musica antica.
La produzione di Palestrina
Il corpus musicale palestriniano fu scritto prevalentemente a Roma e per Roma soltanto, ad uso principalmente liturgico: per la Messa e l'Ufficio. Una buona parte della sua produzione viene fatta risalire al periodo del suo ultimo incarico nella Basilica di San Pietro in Vaticano.
L'organico Vocale della cappella vaticana era al tempo più vasto di quello di altre chiese (nel 1594 era composto in tutto da 24 cantori), ma non si adottò l'uso di strumenti, fatta eccezione per l'organo.
Il linguaggio polifonico di Palestrina non si discosta tanto dalla maniera tradizionale dei maestri franco fiamminghi (nordici furono i suoi primi maestri a Roma).
L'arte contrappuntistica di Palestrina si sviluppa soprattutto in direzione dell'intelligibilità delle parole e di una sonorità ordinata in maniera da evitare l'enunciazione simultanea di testi diversi.
Per quanto riguarda l'andamento delle linee melodiche, è evidente l'influsso del canto gregoriano. In questo senso, si può dire che il compositore applica le regole del Concilio di Trento.
Nella grande mole dei mottetti palestriniani spicca tra tutti, per la sua intensa espressività, l'intonazione del salmo 137 Super Flumina Babylonis.
Alcune delle messe del Palestrina sono comprese nel libro corale Missarum - Liber Tertius.
Tra i compositori della cerchia romana che colsero il rigorismo tecnico del contrappunto di Palestrina vanno ricordati il suo discepolo Giovanni Maria Nanino (1543-1607), Francesco Soriano (1548-1621) e Felice Anerio (1560-1614). Per l'alta qualità della sua produzione spicca tra tutti lo spagnolo castigliano Tomás Luis de Victoria (1548-1611), mentre tra i più autorevoli interpreti di Palestrina ancora oggi in vita è considerato Domenico Bartolucci (1917).
Opere principali
104 messe 375 mottetti Magnificat, Lamentazioni di Geremia 42 madrigali spirituali 91 madrigali profani 68 offertori
Editoria musicale
•    Ricercate sugli otto toni (Roma, Bibl. Corsiniana Mus. M 14) / Thesaurum absconditum (Roma, Bibl. Corsiniana Mus. S 10), a cura di Liuwe Tamminga, Andromeda Editrice, 2003, ISBN 88-88643-11-7
Film
•    Sulla vita e le opere del Palestrina nel 2009 è stato realizzato un film, Palestrina princeps musicae (ZDF / Arte 2009), del regista tedesco Georg Brintrup.

La musica nelle basiliche (u.27)

Musiche sacre

Sempre all'inizio del '500 gli eccessi della scuola fiamminga nel secolo precedente provocarono una reazione e una nuova tendenza alla semplificazione, come si può vedere nell'opera di Josquin Des Prez e dei suoi contemporanei fiamminghi e, più tardi, nell'opera di Giovanni Pierluigi da Palestrina, che era, in parte, spinta dalle limitazioni imposte alla musica sacra dal Concilio di Trento che scoraggiava l'eccessiva complessità. Le complessità dei canoni quattrocenteschi furono progressivamente abbandonate dai fiamminghi in favore dell'imitazione a due e tre voci (fino ad arrivare a sei voci reali) e con l'inserimento di sezioni in omofonia che sottolineavano i punti salienti della composizione. Palestrina, dal canto suo, produsse composizioni in cui un contrappunto fluido alternava fittamente consonanze e dissonanze con un suggestivo effetto di sospensione. La transizione ad un tactus di due semibrevi per breve era a questo punto quasi definitiva e il tre su uno veniva riservato ad effetti speciali volti a sottolineare momenti di tensione - l'esatto opposto della tecnica prevalente cent'anni prima.
Alla fine del secolo, con il trattato "De Institutioni Harmonicae" del compositore e teorico musicale italiano Gioseffo Zarlino (1589) si definiscono finalmente in modo completo ed esauriente le leggi dell'armonia (e quindi della polifonia). Nasce da qui l'articolazione dei due modi principali della musica moderna: le tonalità maggiore e minore.



Musiche profane


In quasi tutte le culture, anche in tempi molto antichi, la musica e il teatro s'incontrarono frequentemente e si fusero per dar vita a forme diverse di spettacolo. Per assistere alla nascita del teatro musicale moderno è necessario attendere la fine del XVI secolo. È infatti in quest'epoca che a Firenze un gruppo di letterati e musicisti, la cosiddetta Camerata de' Bardi creata dal conte Giovanni Bardi, crea un nuovo stile vocale a mezza via tra il canto e la recitazione: il recitarcantando.
Da queste premesse si sviluppa il melodramma. Il primo importante esempio di questo nuovo genere è l'Euridice di Jacopo Peri (1561-1633), che viene rappresentato il 6 ottobre 1600 a Firenze, in occasione delle nozze di Maria de' Medici con Enrico IV di Francia.
Ma il primo vero protagonista degli esordi dell'opera lirica, che dalla musica del Rinascimento trae le sue origini, è senz'altro Claudio Monteverdi (1567 - 1643): nel suo L'Orfeo, che fu rappresentato per la prima volta il 24 febbraio 1607 nel Palazzo Ducale di Mantova, si assiste al crescere dell'importanza dell'orchestra e del canto rispetto alle parti recitate e quindi alla netta distinzione fra recitativo e aria. Con l'introduzione dei concertati e dei recitativi ariosi - dove le parti semplicemente recitate sfumano nel canto - la strada per giungere all'opera nel senso moderno del termine sarà, se non spianata, quanto meno tracciata con maggiore definizione. Con Monteverdi il legame tra testo e musica diventa strettissimo, la musica illustra il significato del testo attraverso i cosiddetti madrigalismi.


giovedì 15 dicembre 2011

ECDL Modulo 7 Reti informatiche (Syllabus)

Navigazione web e comunicazione, è diviso in due sezioni.
Per la prima sezione, Navigazione web, è necessario possedere conoscenze relative a Internet e saper utilizzare un browser web.
Ovvero:
• Comprendere cosa è Internet e quali sono i principali termini ad essa associati. Essere consapevole di alcune considerazioni di sicurezza durante l’utilizzo di Internet.
• Eseguire comuni operazioni di navigazione sul web, incluse eventuali modifiche alle impostazioni del browser.
• Completare e inviare schede basate su pagine web e ricerche di informazioni.
• Salvare pagine web e scaricare file dalla rete. Copiare il contenuto di pagine web in un documento. 
Per la seconda sezione, Comunicazione, è necessario comprendere alcuni dei concetti legati alla posta elettronica (e-mail), conoscere altre opzioni di comunicazione e alcune considerazioni legate alla sicurezza nell’uso della posta elettronica.
Ovvero:
• Comprendere cosa è la posta elettronica e conoscere alcuni vantaggi e svantaggi derivanti dal suo utilizzo. Essere a conoscenza di altre possibilità di comunicazione.
• Essere consapevole della netiquette e delle considerazioni di sicurezza da tenere presenti quando si utilizza la posta elettronica.
• Creare, effettuare un controllo ortografico e inviare dei messaggi di posta elettronica. Rispondere e inoltrare messaggi, gestire file allegati e stampare un messaggio di posta elettronica.
• Conoscere i metodi che consentono di migliorare la produttività utilizzando dei programmi di posta elettronica. Organizzare e gestire i messaggi di posta elettronica.

Per prepararsi all'esame: Corsi Internet
SezioneTemaRif.Argomento
Sezione 1 - Navigazione Web
7.1 Internet7.1.1 Concetti e termini7.1.1.1 Capire cosa è Internet.
7.1.1.2 Capire cosa è il World Wide Web (WWW).
7.1.1.3 Saper definire e comprendere i termini: Internet Service Provider (ISP), URL (Uniform Resource Locator), collegamento ipertestuale (hyperlink).
7.1.1.4 Capire come è strutturato l’indirizzo di un sito web.
7.1.1.5 Capire cosa è un browser e saper indicare il nome di diversi browser.
7.1.1.6 Sapere cosa è un motore di ricerca.
7.1.1.7 Comprendere cosa si intende con feed RSS. Comprendere lo scopo di sottoscrivere un feed RSS.
7.1.1.8 Comprendere il termine “podcast”. Comprendere lo scopo di sottoscrivere un podcast.
7.1.2 Considerazioni sulla sicurezza7.1.2.1 Sapere come identificare un sito protetto: https, simbolo del lucchetto.
7.1.2.2 Sapere cosa è un certificato digitale associato ad un sito web.
7.1.2.3 Comprendere il termine “crittografia”.
7.1.2.4 Conoscere le minacce alla sicurezza provenienti da siti web, quali: virus, worm,cavalli di Troia, spyware. Comprendere il termine “malware”.
7.1.2.5 Comprendere che il software antivirus regolarmente aggiornato aiuta a proteggere il computer contro le minacce alla sicurezza.
7.1.2.6 Comprendere che un firewall aiuta a proteggere il computer dalle intrusioni.
7.1.2.7 Sapere che le reti devono essere messe in sicurezza utilizzando nomi utenti e password.
7.1.2.8 Identificare alcuni rischi associati all’attività sulla rete, quali: diffusione non intenzionale di informazioni personali, prepotenze o molestie, utenti presi a bersaglio da parte di profittatori.
7.1.2.9 Identificare le possibilità di controllo da parte dei genitori, quali: supervisione, limitazioni alla navigazione sul web, limitazioni sui videogiochi, limitazioni al tempo di uso del computer.
7.2 Utilizzo del browser7.2.1 Navigazione di base7.2.1.1 Aprire, chiudere un programma di navigazione in rete (browser).
7.2.1.2 Inserire una URL nella barra degli indirizzi e raggiungerla.
7.2.1.3 Visualizzare una pagina web in una nuova finestra, scheda.
7.2.1.4 Interrompere il caricamento di una pagina web.
7.2.1.5 Aggiornare una pagina web.
7.2.1.6 Usare le funzioni di Guida in linea (help) del programma.
7.2.2 Impostazioni7.2.2.1 Cambiare la pagina iniziale/home page di un browser.
7.2.2.2 Cancellare parte o tutta la cronologia.
7.2.2.3 Consentire, disattivare i popup.
7.2.2.4 Consentire, bloccare i cookie.
7.2.2.5 Cancellare i file Internet temporanei/cache.
7.2.2.6 Mostrare e nascondere le barre degli strumenti.
7.2.3 Navigazione7.2.3.1 Attivare un collegamento ipertestuale.
7.2.3.2 Spostarsi indietro e avanti tra le pagine web già visitate.
7.2.3.3 Portarsi sulla home page.
7.2.3.4 Visualizzare gli indirizzi già visitati usando la barra degli indirizzi del browser, cronologia.
7.2.4 Segnalibri 7.2.4.1 Assegnare un segnalibro a una pagina web. Cancellare un segnalibro.
7.2.4.2 Visualizzare una pagina web a partire da un segnalibro.
7.2.4.3 Creare, eliminare una cartella di segnalibri.
7.2.4.4 Inserire pagine web in una cartella di segnalibri.
7.3 Utilizzo del web7.3.1 Moduli per raccolta dati7.3.1.1 Compilare un modulo utilizzando: caselle di testo, menu contestuali, elenchi a discesa, caselle di controllo, pulsanti di opzione.
7.3.1.2 Inviare, svuotare un modulo.
7.3.2 Ricerca 7.3.2.1 Selezionare un motore di ricerca specifico.
7.3.2.2 Cercare informazioni specifiche mediante parola chiave, frase.
7.3.2.3 Utilizzare funzioni di ricerca avanzate per affinare una ricerca: per frase esatta, escludendo parole, per data, per formato di file.
7.3.2.4 Ricercare in una enciclopedia online, dizionario online.
7.4 Estrazione di materiale dal web7.4.1 Salvataggio di file7.4.1.1 Salvare una pagina web all’interno di un’unità disco.
7.4.1.2 Scaricare file da una pagina web all’interno di un’unità disco.
7.4.1.3 Copiare testi, immagini, URL da una pagina web a un documento.
7.4.2 Preparazione e stampa7.4.2.1 Preparare una pagina web per la stampa: modificare l’orientamento della pagina stampata, le dimensioni della pagina, i margini della pagina stampata.
7.4.2.2 Visualizzare l’anteprima di stampa di una pagina web.
7.4.2.3 Scegliere le opzioni di stampa quali: intera pagina web, pagina (o pagine) specifiche, testo selezionato, numero di copie, e stampare.
Sezione 2 - Comunicazione
7.5 Comunicazione elettronica7.5.1 Concetti e termini7.5.1.1 Comprendere il termine “e-mail” e conoscere i suoi impieghi principali.
7.5.1.2 Capire come è strutturato un indirizzo di posta elettronica.
7.5.1.3Comprendere il termine “SMS” (Short Message Service).
7.5.1.4Comprendere il termine “VoIP” (Voice Over Internet Protocol) e conoscerne i principali vantaggi.
7.5.1.5Comprendere i principali vantaggi dei messaggi istantanei (IM) quali: comunicazione in tempo reale, sapere quali contatti sono in linea, economicità, possibilità di trasferire file.
7.5.1.6Comprendere il concetto di comunità virtuale di rete. Fornirne esempi, quali: siti di reti sociali, forum Internet, spazi di discussione (chat room), giochi in rete.
7.5.2 Considerazioni sulla sicurezza7.5.2.1 Essere consapevoli della possibilità di ricevere messaggi fraudolenti o non richiesti.
7.5.2.2Comprendere il termine “phishing”. Saper riconoscere un tentativo di phishing.
 7.5.2.3 Conoscere il pericolo di infettare il computer con virus aprendo messaggi sconosciuti o allegati presenti nei messaggi.
 7.5.2.4 Sapere cosa è una firma digitale.
7.5.3 Teoria della posta elettronica7.5.3.1 Comprendere i vantaggi della posta elettronica, quali: rapidità di consegna, economicità, possibilità di usare la posta elettronica in luoghi diversi attraverso account basati su siti web.
7.5.3.2 Comprendere l’importanza della netiquette (galateo della rete): descrizione accurata dell’oggetto dei messaggi di posta elettronica, concisione nelle risposte, controllo ortografico della posta in uscita.
7.5.3.3 Essere consapevoli dei possibili problemi durante l’invio di file allegati, quali: limiti alle dimensioni del file, limitazioni sui tipi di file (ad esempio, file eseguibili).
7.5.3.4 Comprendere la differenza tra i campi “A”, “Copia conoscenza” (Cc), “Copia nascosta” (Ccn).
7.6 Uso della posta elettronica7.6.1 Invio di un messaggio7.6.1.1 Aprire, chiudere un programma di posta elettronica. Aprire, chiudere un messaggio.
7.6.1.2 Creare un nuovo messaggio.
7.6.1.3 Inserire un indirizzo di posta elettronica nei campi “A”, “Copia conoscenza” (Cc), “Copia nascosta” (Ccn).
7.6.1.4 Inserire un titolo nel campo “Oggetto”.
7.6.1.5 Copiare testo da un’altra fonte in un messaggio.
7.6.1.6 Allegare un file a un messaggio. Togliere un allegato da un messaggio.
7.6.1.7 Salvare una bozza di un messaggio.
7.6.1.8 Usare uno strumento di controllo ortografico e correggere gli errori di ortografia.
7.6.1.9 Inviare un messaggio, inviare un messaggio con alta/bassa priorità.
7.6.2 Ricevere un messaggio7.6.2.1 Usare le funzioni “Rispondi” e “Rispondi a tutti”.
7.6.2.2 Inoltrare un messaggio.
7.6.2.3 Salvare un allegato su un’unità disco e aprire il file.
7.6.2.4 Visualizzare l’anteprima di stampa di un messaggio, stamparlo usando le opzioni di stampa disponibili.
7.6.3 Migliorare la produttività7.6.3.1 Inserire, eliminare intestazioni visualizzate dalla posta in entrata, quali: mittente, oggetto, data.
7.6.3.2 Impostare una opzione per rispondere con, senza l’inserimento del messaggio originale.
7.6.3.3 Marcare un messaggio di posta elettronica. Smarcare un messaggio di posta elettronica.
7.6.3.4 Identificare un messaggio come letto, non letto. Marcare un messaggio come non letto, già letto.
7.6.3.5 Mostrare, nascondere le barre degli strumenti. Minimizzare, ripristinare la barra multifunzione.
7.6.3.6 Usare le funzioni di Guida in linea (help) del programma.
7.7 Gestione dei messaggi7.7.1 Organizzazione7.7.1.1 Cercare un messaggio per mittente, oggetto, contenuto.
7.7.1.2 Ordinare i messaggi per nome, per data, per dimensione.
7.7.1.3 Creare, eliminare una cartella di posta.
7.7.1.4 Spostare messaggi in una cartella.
 7.7.1.5 Eliminare un messaggio.
7.7.1.6 Recuperare un messaggio dal cestino.
7.7.1.7 Svuotare il cestino.
7.7.2 Rubrica7.7.2.1 Aggiungere dettagli di un contatto ad una rubrica. Eliminare dettagli di un contatto da una rubrica.
 7.7.2.2 Aggiornare una rubrica a partire dalla posta in arrivo.
7.7.2.3 Creare, aggiornare una lista di distribuzione.